Fiscalità

BEPS e Pillar Two: la tassazione minima globale

SIH ONE — Desk Fiscale · 10 maggio 2025

Per decenni la concorrenza fiscale tra Stati ha permesso ai grandi gruppi multinazionali di spostare gli utili verso giurisdizioni a bassa imposizione. Il progetto BEPS dell’OCSE e il suo secondo pilastro, il Pillar Two, nascono per porre un limite a questa dinamica introducendo un’imposizione minima globale. Per la Svizzera, tradizionalmente attraente sul piano fiscale, si tratta di un cambiamento di paradigma. Vediamo cosa significa concretamente per i gruppi che operano nel Paese.

Cos’è il progetto BEPS

BEPS sta per Base Erosion and Profit Shifting, cioè erosione della base imponibile e trasferimento degli utili. È l’iniziativa con cui l’OCSE e il G20 hanno affrontato le pratiche che consentono ai gruppi multinazionali di ridurre artificiosamente il carico fiscale spostando i profitti dove sono meno tassati, spesso senza una reale attività economica. Il progetto si è sviluppato su una serie di azioni coordinate e ha portato, nella sua fase più recente, a una riforma articolata su due pilastri:

  • il Pillar One, che ridistribuisce parte dei diritti impositivi verso i Paesi dove si trovano i clienti e i mercati;
  • il Pillar Two, che introduce un’imposizione minima effettiva sugli utili dei grandi gruppi.

È il Pillar Two ad avere l’impatto più immediato e concreto per le imprese.

Il cuore del Pillar Two: l’aliquota minima del 15%

Il principio del Pillar Two è semplice nella sostanza: i grandi gruppi multinazionali devono essere tassati su ogni giurisdizione in cui operano ad almeno il 15% di aliquota effettiva. Se in un Paese l’imposizione effettiva scende sotto questa soglia, la differenza viene recuperata attraverso un’imposta integrativa (top-up tax).

Il regime non si applica a tutti, ma solo ai gruppi che superano una determinata dimensione: la soglia di riferimento è un fatturato annuo consolidato pari o superiore a 750 milioni di euro. Le piccole e medie imprese e i gruppi puramente nazionali di dimensioni contenute restano al di fuori di queste regole e continuano a essere tassati secondo il diritto ordinario.

Come la Svizzera ha reagito

La Svizzera ha scelto di non lasciare che il gettito dell’imposta integrativa finisse all’estero. La logica del Pillar Two è infatti quella dei “vasi comunicanti”: se la Svizzera non preleva l’imposta integrativa sui gruppi sottotassati, lo farà un altro Paese. Per evitare di regalare gettito, la Confederazione ha introdotto un’imposta integrativa svizzera che garantisce che i gruppi interessati raggiungano il 15% di imposizione effettiva pagando in Svizzera.

Questa scelta è stata sottoposta al popolo, che ha approvato la base costituzionale necessaria, e l’imposta integrativa è entrata in vigore a partire dal 2024. In pratica, un grande gruppo attivo in Svizzera che grazie alle agevolazioni cantonali si trovava sotto il 15% di aliquota effettiva versa ora la differenza al fisco svizzero, non a un altro Stato.

Cosa cambia per i gruppi interessati

Per le multinazionali che superano la soglia, gli effetti sono concreti:

  • erosione del vantaggio dei cantoni a bassa fiscalità: dove l’aliquota effettiva era inferiore al 15%, il beneficio viene neutralizzato dall’imposta integrativa;
  • nuovi obblighi di calcolo e dichiarazione: occorre determinare l’aliquota effettiva per ogni giurisdizione secondo le regole OCSE, che non coincidono con la base imponibile ordinaria;
  • maggiore complessità di compliance: reporting dedicato, raccolta di dati consolidati e coordinamento tra le entità del gruppo nei diversi Paesi.

Va sottolineato un punto spesso frainteso: il Pillar Two non abolisce la concorrenza fiscale, la sposta. Poiché il livello minimo è fissato al 15%, i cantoni con aliquote ordinarie vicine o superiori a questa soglia mantengono la loro attrattività, e la competizione si gioca ora su fattori come la qualità dei servizi, la certezza del diritto e le misure non fiscali di promozione.

Uno sguardo prospettico

Il quadro è in evoluzione: le regole di dettaglio, i meccanismi di safe harbour e il coordinamento internazionale continuano ad assestarsi. I gruppi interessati devono monitorare gli sviluppi e verificare per tempo se rientrano nel perimetro, perché gli obblighi scattano sulla base di dati consolidati che vanno predisposti in anticipo.

Come lavoriamo in SIH ONE

Aiutiamo i gruppi a capire se rientrano nel perimetro del Pillar Two, a stimare l’impatto dell’imposta integrativa e a strutturare la compliance, coordinando i profili svizzeri con quelli internazionali. Per le imprese sotto soglia, verifichiamo che le agevolazioni cantonali restino pienamente utilizzabili.

Il tuo gruppo è o rischia di essere interessato dalla tassazione minima globale? Scopri i servizi della nostra divisione fiscale e affronta il Pillar Two con un quadro chiaro.

SIH ONE — Desk Fiscale

Contenuto a cura degli specialisti SIH ONE. La responsabilità professionale è sempre di persone abilitate: l’AI lavora, i professionisti firmano. Chi siamo →

Continua

Fiscale

Scopri →
Da leggere
Fiscalità

IVA in Svizzera: soglie, aliquote e assoggettamento

Leggi →
Fiscalità

Come si deducono le imposte in Sagl e SA

Leggi →