Crescita & capitali

Club deal e coinvestimenti: come funzionano

SIH ONE — Desk Capital · 06 settembre 2025

Il club deal è un’operazione in cui un gruppo ristretto di investitori si unisce per finanziare insieme un singolo investimento — l’acquisto di un’azienda, un immobile, una partecipazione — mettendo in comune i capitali per un’operazione specifica. Non è un fondo che raccoglie denaro e poi decide dove impiegarlo: qui gli investitori conoscono in anticipo esattamente in cosa mettono i soldi, e decidono deal per deal. È una formula sempre più diffusa tra imprenditori, family office e investitori privati che vogliono accedere a operazioni di dimensione maggiore mantenendo il controllo sulle proprie scelte.

Club deal e fondo: la differenza

  • In un fondo gli investitori affidano il capitale a un gestore che sceglie gli investimenti secondo un mandato. Si delega, si paga una commissione di gestione, si ha poca voce sulle singole operazioni.
  • In un club deal gli investitori valutano e approvano il singolo affare. Più controllo, più coinvolgimento, spesso costi inferiori, ma anche più lavoro e responsabilità diretta.

Il coinvestimento è il concetto vicino: più soggetti che investono fianco a fianco nella stessa operazione, di solito accanto a un promotore o sponsor che l’ha originata e la coordina.

Perché si fa

  • Accesso a operazioni più grandi: da soli molti investitori non arriverebbero a certe dimensioni; insieme sì.
  • Diversificazione: invece di concentrare tutto su un’unica operazione, si partecipa a più club deal con importi contenuti.
  • Condivisione del rischio: il capitale — e quindi il rischio — è ripartito tra più soggetti.
  • Competenze in comune: spesso i coinvestitori portano esperienza settoriale, contatti e capacità di analisi che il singolo non avrebbe.
  • Controllo: a differenza del fondo, ogni investitore sceglie se entrare o no in quella specifica operazione.

Come si struttura

Nella pratica gli investitori non entrano quasi mai direttamente e singolarmente nel capitale del target: si crea una società veicolo (o una struttura equivalente) che raccoglie i capitali del club e detiene la partecipazione. Questo semplifica la governance, la ripartizione dei proventi e l’eventuale uscita.

Gli elementi da definire prima di partire:

  • Chi coordina (lo sponsor): chi ha portato l’operazione, la gestisce e tiene i rapporti. Spesso percepisce una remunerazione o una quota extra dei profitti (carried interest) a fronte del lavoro svolto.
  • Ripartizione di capitale e proventi: quanto mette ciascuno e come si dividono utili e plusvalenze.
  • Diritti di voto e decisioni: quali scelte richiedono l’accordo di tutti e quali sono delegate allo sponsor.
  • Regole di uscita: quando e come si vende, cosa succede se un investitore vuole uscire prima, diritti di prelazione, clausole di trascinamento e di accodamento.

I rischi da valutare

  • Governance confusa: senza regole chiare, un gruppo di investitori con opinioni diverse può bloccarsi sulle decisioni importanti. È il rischio numero uno.
  • Illiquidità: il capitale resta impegnato per anni; non è un investimento da cui si esce quando si vuole.
  • Concentrazione: un club deal è una singola operazione. Se va male, si perde su quella; la diversificazione va costruita partecipando a più deal.
  • Dipendenza dallo sponsor: la qualità dell’operazione dipende molto da chi la origina e la gestisce. Vanno verificati esperienza, allineamento degli interessi e track record.
  • Trasparenza: servono reporting periodico e regole chiare su costi e conflitti di interesse.

La governance è tutto

Il successo di un club deal si decide prima di firmare, nella qualità dei patti tra gli investitori. Un patto parasociale (o accordo tra i soci del veicolo) ben scritto stabilisce chi decide cosa, come si dividono i proventi, come si esce e come si gestiscono i disaccordi. Metterlo per iscritto in modo chiaro, con maggioranze e clausole di uscita definite, è ciò che distingue un club deal che funziona da uno che finisce in stallo o in conflitto.

In sintesi

  • Il club deal unisce pochi investitori su una singola operazione, con controllo diretto sulla scelta.
  • Rispetto al fondo: più voce, più coinvolgimento, spesso meno costi, ma più responsabilità.
  • Di norma si usa una società veicolo che detiene la partecipazione.
  • Vanno definiti sponsor, ripartizione dei proventi, diritti di voto e regole di uscita.
  • I rischi principali sono governance confusa, illiquidità e concentrazione: si gestiscono con patti chiari e diversificando su più deal.

Come ti aiutiamo

Strutturiamo club deal e coinvestimenti per imprenditori e investitori privati in Svizzera: società veicolo, patti tra investitori, regole di governance e di uscita, con attenzione a trasparenza e allineamento degli interessi. Parliamo della tua operazione.

SIH ONE — Desk Capital

Contenuto a cura degli specialisti SIH ONE. La responsabilità professionale è sempre di persone abilitate: l’AI lavora, i professionisti firmano. Chi siamo →

Continua

Capital

Scopri →
Da leggere
Crescita & capitali

Successione d'impresa: 5 aspetti da pianificare

Leggi →
Crescita & capitali

Rischi d'impresa e sottoassicurazione: come proteggersi

Leggi →