Diritto & governance

I compiti del consiglio di amministrazione di una SA

SIH ONE — Desk Legal · 16 maggio 2026

Il consiglio di amministrazione di una SA non è un organo cerimoniale. Il Codice delle obbligazioni gli assegna una serie di compiti che non possono essere delegati né eliminati per statuto. Chi accetta una carica in un CdA assume responsabilità personali concrete. Vediamo cosa deve fare, cosa può delegare e dove finisce la sua protezione.

I compiti intrasmissibili e inalienabili

Il diritto societario elenca in modo puntuale le attribuzioni che restano sempre in capo al consiglio di amministrazione, indipendentemente da quanto viene delegato alla direzione operativa. Sono sette, e vale la pena conoscerle:

  1. L’alta direzione della società e l’emanazione delle direttive necessarie. Il CdA definisce la strategia e la rotta, non gestisce il quotidiano.
  2. La determinazione dell’organizzazione della società: come è strutturata, chi fa cosa, quali sono le linee di responsabilità.
  3. L’organizzazione della contabilità, del controllo finanziario e della pianificazione finanziaria, nella misura in cui è necessaria alla gestione.
  4. La nomina e la revoca delle persone incaricate della gestione e della rappresentanza.
  5. L’alta vigilanza sulle persone incaricate della gestione, in particolare per verificare l’osservanza della legge, degli statuti, dei regolamenti e delle direttive.
  6. La preparazione della relazione sulla gestione, del rapporto di remunerazione ove richiesto, e della convocazione e preparazione dell’assemblea generale.
  7. La presentazione di una domanda di moratoria concordataria e, in caso di eccedenza dei debiti, l’avviso al giudice.

Questi sette punti sono il nucleo duro. Nessuna clausola statutaria e nessun regolamento interno possono sottrarli al consiglio.

La delega della gestione operativa

Il consiglio può — e nelle società di una certa dimensione dovrebbe — delegare la gestione operativa a uno o più membri (delegati) o a terzi (direttori). Ma la delega è valida solo a due condizioni:

  • Gli statuti devono autorizzarla espressamente.
  • La delega deve essere disciplinata in un regolamento di organizzazione scritto, che definisca le funzioni, i poteri e i flussi informativi.

Anche con una delega piena, il consiglio conserva l’alta direzione e l’alta vigilanza. Delegare la gestione non significa delegare la responsabilità di controllare chi gestisce.

Il dovere di diligenza e di fedeltà

Ogni membro del CdA è tenuto a due doveri fondamentali:

  • Diligenza: agire con la cura che si può ragionevolmente attendere da una persona nella stessa posizione, informandosi adeguatamente prima di decidere.
  • Fedeltà: perseguire l’interesse della società, non il proprio. Da qui derivano gli obblighi in materia di conflitti d’interesse, che vanno dichiarati e gestiti.

La cosiddetta business judgment rule protegge le decisioni imprenditoriali prese in buona fede, su basi informate adeguate e senza conflitti d’interesse. Ma non protegge chi decide senza informarsi o chi ignora segnali evidenti di crisi.

Il momento critico: la crisi finanziaria

È nella difficoltà che i compiti del consiglio diventano decisivi. In caso di perdita di capitale o di eccedenza di debiti (sovraindebitamento), il consiglio deve attivarsi tempestivamente: valutare la situazione, adottare misure di risanamento e, se necessario, avvisare il giudice.

La riforma del diritto della SA ha rafforzato l’attenzione anche sul rischio di insolvenza (illiquidità): il consiglio deve sorvegliare la solvibilità e intervenire prima che sia troppo tardi. Ritardare l’avviso al giudice è una delle fonti più frequenti di responsabilità personale degli amministratori.

La responsabilità è personale

Se il consiglio viola i propri doveri e ne deriva un danno alla società, agli azionisti o ai creditori, i membri rispondono personalmente e, di regola, solidalmente. Non basta essere stati assenti alla riunione o non essersi occupati di quel dossier: il dovere di vigilanza vale per tutti.

Per questo accettare una carica di amministratore richiede consapevolezza, informazione e strumenti di controllo adeguati — non solo un titolo sul biglietto da visita.

Come lavoriamo in SIH ONE

Aiutiamo consigli di amministrazione a dotarsi di regolamenti di organizzazione chiari, di reporting finanziario tempestivo e di procedure di allerta sulla liquidità, così che i compiti di legge siano davvero presidiati e non solo scritti sulla carta.

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