Patent box: la tassazione agevolata dei brevetti
Tra gli strumenti introdotti dalla riforma fiscale entrata in vigore nel 2020 c’è il patent box, un regime che tassa in modo ridotto gli utili derivanti da brevetti e diritti analoghi. È una leva pensata per premiare l’innovazione svolta in Svizzera, ma è anche una delle agevolazioni più tecniche del sistema: funziona bene solo se l’azienda ha una vera attività brevettuale e sa documentarla. Vediamo come opera e per chi ha senso.
Che cos’è il patent box
Il patent box consente di isolare la quota di utile aziendale che deriva da brevetti e diritti assimilati e di tassarla a un’aliquota inferiore rispetto all’utile ordinario. In concreto, una parte di quell’utile viene esclusa dalla base imponibile cantonale.
È uno strumento cantonale: la riduzione riguarda l’imposta cantonale e comunale, non l’imposta federale diretta. Ogni Cantone lo attua entro i limiti fissati dalla legge federale, con uno sgravio massimo dell’utile qualificato che può arrivare fino al 90%. Il Ticino ha recepito il patent box nella propria legislazione tributaria.
Quali diritti danno accesso
Rientrano nel perimetro i brevetti (svizzeri, europei, esteri) e alcuni diritti analoghi protetti, come i certificati protettivi complementari o le protezioni per il software in determinati contesti. Non vi rientrano, invece, i marchi: un marchio, per quanto prezioso, non apre le porte del patent box. La distinzione è netta e va verificata bene prima di fare affidamento sul regime.
Il principio del nesso (nexus)
Il cuore del patent box è il nexus approach di matrice OCSE: l’agevolazione è proporzionata alla quota di ricerca e sviluppo effettivamente svolta dall’azienda stessa (o commissionata a terzi indipendenti in Svizzera). In pratica:
- Se l’azienda ha sviluppato il brevetto con la propria attività di R&S, beneficia pienamente dell’agevolazione.
- Se il brevetto è stato in gran parte acquistato o sviluppato da società del gruppo all’estero, la quota agevolabile si riduce.
Questo principio impedisce di “parcheggiare” brevetti in Svizzera solo per motivi fiscali: l’agevolazione segue la sostanza, cioè la ricerca reale.
L’ingresso nel regime
Entrare nel patent box comporta un momento di conguaglio: le spese di ricerca e sviluppo già dedotte in passato per quel brevetto vengono in genere riprese a tassazione all’ingresso, e poi progressivamente compensate dai benefici del regime negli anni successivi. È un aspetto che va calcolato, perché nel primo periodo l’effetto netto può essere meno favorevole di quanto sembri guardando solo l’aliquota ridotta.
Va inoltre considerato il limite di sgravio complessivo: patent box, deduzione per R&S e altri sconti cantonali insieme non possono ridurre l’utile imponibile oltre una soglia massima fissata dalla legge (di regola il 70%). C’è quindi un tetto all’ottimizzazione cumulata.
Per chi ha davvero senso
Il patent box è interessante per:
- Aziende con un portafoglio brevetti attivo che genera utili identificabili (licenze, prodotti brevettati).
- Realtà che svolgono R&S in Svizzera e possono documentare il nesso.
- Settori come tech, farmaceutico, dispositivi medici, meccanica di precisione.
È invece poco rilevante per chi non brevetta, per le attività di servizi puri e per chi basa il valore su marchi e reputazione più che su invenzioni protette.
In sintesi
- Il patent box tassa in modo ridotto gli utili da brevetti, a livello cantonale e comunale.
- Lo sgravio dell’utile qualificato può arrivare fino al 90%, entro i limiti cantonali.
- Contano i brevetti e diritti analoghi, non i marchi.
- Il nexus lega l’agevolazione alla R&S realmente svolta.
- All’ingresso si conguagliano le spese di R&S dedotte in passato.
Come ti aiutiamo
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