Il pitch deck: i 10 elementi che servono
Il pitch deck è il documento con cui racconti la tua azienda a chi potrebbe finanziarla. Non è una presentazione qualsiasi: chi valuta legge decine di deck e si forma un’opinione nei primi minuti. La differenza tra un “sì, dimmi di più” e un “no” non è quasi mai l’idea, ma come la strutturi. Ecco i dieci elementi che non possono mancare.
1. Il problema
Apri con il problema che risolvi, non con il tuo prodotto. Chi ce l’ha? Quanto è doloroso? Quanto è diffuso? Se il problema non è chiaro e sentito, tutto il resto perde forza. Sii concreto: uno scenario reale vale più di dieci aggettivi.
2. La soluzione
Solo ora arriva il tuo prodotto, presentato come risposta al problema. Spiega in una frase cosa fa e perché è meglio delle alternative attuali (incluso il “non fare nulla”). Evita il gergo tecnico: chi valuta deve capire il valore, non l’architettura.
3. Il mercato
Quanto è grande l’opportunità? Costruisci il mercato bottom-up — clienti target per prezzo per frequenza — non “l’1% di un mercato da miliardi”. Un mercato calcolato dal basso è credibile; uno calato dall’alto suona come un desiderio.
4. Il prodotto
Mostra il prodotto: screenshot, demo, un flusso reale. Se hai una versione funzionante, dillo. Vedere qualcosa di tangibile riduce il rischio percepito e distingue chi esegue da chi progetta soltanto.
5. Il business model
Come fai (o farai) ricavi? Prezzo, unità, ricorrenza. Anche una stima ragionata è meglio del silenzio. Chi valuta vuole capire come un franco investito diventa più franchi nel tempo.
6. La trazione
I numeri parlano più delle promesse: clienti, ricavi, crescita, lettere di intenti, pilot. Se sei molto early e non hai metriche di ricavo, mostra segnali di domanda (liste d’attesa, interviste, tassi di conversione). La trazione è ciò che trasforma una storia in una prova.
7. La concorrenza
Nessuno è davvero senza concorrenti: se dici “non ne abbiamo”, chi valuta pensa che tu non conosca il mercato. Posizionati con onestà rispetto alle alternative e spiega il tuo vantaggio difendibile: tecnologia, dati, costi, rete, tempi.
8. Il team
Per gli investitori il team pesa quanto l’idea. Mostra chi siete, cosa avete già fatto e perché siete le persone giuste per questo problema. Nomina i buchi di competenza che intendete colmare: la consapevolezza è più credibile della presunzione.
9. I numeri e il piano
Una proiezione essenziale a due o tre anni: ricavi, costi principali, milestone. Non servono modelli da cento righe; serve coerenza tra ambizione, tappe e budget. Un piano che nomina i rischi e come mitigarli è più solido di uno che li nega.
10. L’ask
Chiudi con la domanda chiara: quanto raccogli, a che scopo, per raggiungere quale traguardo. “Cerchiamo un round per arrivare a X clienti / a Y di ricavi in Z mesi.” L’ask trasforma l’interesse in una conversazione concreta.
Come costruire un deck che regge
Alcuni principi trasversali:
- Una idea per slide: un titolo che afferma, non che descrive.
- Numeri prima degli aggettivi: “innovativo” non convince, un dato sì.
- Coerenza con il resto: deck, business plan e cap table devono raccontare la stessa storia. Le incoerenze si notano.
- Sintesi: dieci-quindici slide bastano. Il deck apre la porta; è la conversazione a chiuderla.
Come ti aiutiamo
In SIH ONE prepariamo i founder al confronto con gli investitori: struttura del deck, equity story, numeri credibili e coerenza con cap table e piano. Avendo seduto anche dall’altra parte del tavolo di valutazione, costruiamo la narrazione con la logica di chi decide.
Vuoi mettere a punto il tuo pitch prima del prossimo round? Parla con la divisione Ventures.