La società semplice: il primo passo tra soci
La società semplice (einfache Gesellschaft) è la forma più elementare di collaborazione tra due o più persone in Svizzera, disciplinata dagli articoli 530 e seguenti del Codice delle obbligazioni. Spesso esiste senza che i soci se ne accorgano: basta unire mezzi o attività per uno scopo comune. Proprio perché nasce così facilmente, va conosciuta bene — soprattutto per i rischi che comporta.
Come nasce (anche senza volerlo)
La società semplice si costituisce quando due o più persone si uniscono per raggiungere uno scopo comune con mezzi o forze comuni. Non serve un contratto scritto, non serve un atto notarile, non serve iscrizione al registro di commercio, non serve capitale. Basta l’accordo — anche solo verbale o tacito — di collaborare.
È la ragione per cui molte situazioni sono, giuridicamente, società semplici senza che nessuno lo abbia deciso formalmente: due professionisti che condividono uno studio e i costi, alcuni amici che comprano insieme un immobile, un gruppo che organizza un evento, i partner di un progetto prima di costituire una società vera e propria. Anche un consorzio tra imprese per una singola commessa è spesso una società semplice.
Il rovescio della medaglia: la responsabilità
Qui sta il punto più importante. Nella società semplice i soci rispondono dei debiti in modo personale, illimitato e solidale. Significa due cose pesanti:
- illimitata: si risponde con tutto il proprio patrimonio, non solo con quanto conferito;
- solidale: un creditore può chiedere l’intero debito a un solo socio, che poi si rivarrà sugli altri.
Non esiste separazione patrimoniale. È l’esatto opposto della Sagl o della SA, dove il patrimonio personale è di regola protetto. Per questo la società semplice va benissimo per fasi iniziali o progetti circoscritti, ma diventa pericolosa quando l’attività cresce, genera debiti o assume rischi rilevanti.
Chi decide e come si dividono utili e perdite
Salvo diverso accordo, valgono regole di default piuttosto rigide:
- le decisioni si prendono all’unanimità: ogni socio ha di fatto un potere di veto;
- ogni socio ha diritto e dovere di amministrare, salvo che la gestione sia affidata ad alcuni;
- utili e perdite si dividono in parti uguali tra i soci, a prescindere dai conferimenti, se il contratto non dice altrimenti.
Queste regole si possono modificare con un accordo tra i soci — ed è esattamente ciò che conviene fare.
Perché un contratto scritto serve comunque
La società semplice non richiede forma scritta, ma metterla per iscritto è tra le cose più utili che si possano fare. Un contratto chiaro definisce:
- i conferimenti di ciascuno (denaro, beni, lavoro, know-how);
- la ripartizione di utili e perdite;
- le regole decisionali e chi amministra;
- cosa succede se un socio esce, muore o vuole vendere;
- come e quando si scioglie la società.
Senza queste regole, alla prima divergenza si ricade sulle norme di default — unanimità e parti uguali — che raramente rispecchiano ciò che i soci volevano davvero. Molti conflitti tra soci nascono proprio da un accordo mai scritto.
Niente personalità giuridica
La società semplice non è un soggetto giuridico distinto: non ha una propria personalità, non può essere iscritta al registro di commercio in quanto tale, non può stare in giudizio con un proprio nome. Agisce attraverso i soci. Questo la rende leggera, ma limita: non può, ad esempio, avere una ragione sociale registrata né apparire come titolare autonomo di diritti come farebbe una Sagl.
Quando passare a una forma di capitali
La società semplice è un ottimo punto di partenza: azzera i costi e la burocrazia mentre si testa un’idea o si porta a termine un progetto breve. Ma appena l’attività diventa stabile, assume dipendenti, contrae impegni o comporta rischi, il tema della responsabilità illimitata diventa decisivo. È il momento di valutare il passaggio a una Sagl (capitale minimo 20’000 CHF) o a una SA, che offrono la separazione tra patrimonio personale e aziendale.
Come ti aiutiamo
Ti aiutiamo a inquadrare correttamente la vostra collaborazione, a redigere un accordo tra soci che eviti i conflitti e a scegliere il momento giusto per passare a una società di capitali. Parliamo del tuo progetto.