Contabilità

La valutazione del magazzino e delle scorte

SIH ONE — Desk Contabile · 18 settembre 2025

Per un’azienda commerciale o produttiva il magazzino è spesso una delle voci più pesanti del bilancio, e anche una delle più insidiose da valutare. Il valore attribuito alle scorte incide direttamente sull’utile: sopravvalutarle gonfia il risultato, sottovalutarle lo comprime e crea riserve nascoste. Il Codice delle obbligazioni fissa i paletti; il resto è metodo e coerenza.

Cosa comprende il magazzino

Nelle scorte rientrano:

  • materie prime e materiali di consumo;
  • prodotti in corso di lavorazione (semilavorati);
  • prodotti finiti pronti alla vendita;
  • merci acquistate per la rivendita.

Ogni categoria va valutata con criteri omogenei e documentata: senza un inventario affidabile, la valutazione poggia sul vuoto.

Il principio base: costo o valore inferiore

Il Codice delle obbligazioni impone il principio del minore tra costo e valore di mercato (lower of cost or market). Le scorte si iscrivono al costo di acquisto o di produzione; se però alla data di chiusura il valore di realizzo (prezzo di vendita atteso al netto dei costi ancora da sostenere) è inferiore, si deve svalutare fino a quel valore più basso.

È l’applicazione del principio di prudenza: le perdite prevedibili si anticipano, gli utili non ancora realizzati no. Merce obsoleta, invenduta, danneggiata o a lenta rotazione va quindi svalutata, non tenuta a bilancio a un valore irreale.

Cosa entra nel costo

Il costo non è solo il prezzo pagato al fornitore. Comprende:

  • prezzo di acquisto al netto di sconti e abbuoni;
  • dazi, trasporti e oneri accessori fino all’ingresso in magazzino;
  • per i prodotti finiti, i costi di produzione diretti (materiali, manodopera) e una quota ragionevole di costi indiretti di produzione.

Non vanno capitalizzati i costi di distribuzione, amministrazione e vendita, che restano costi d’esercizio.

I metodi di determinazione del costo

Quando gli acquisti avvengono a prezzi diversi nel tempo, serve un criterio per stabilire quale costo attribuire alle unità rimaste:

  • FIFO (first in, first out): si assume che escano prima le merci acquistate per prime; le rimanenze riflettono i prezzi più recenti.
  • Costo medio ponderato: si calcola un costo medio sull’insieme degli acquisti, aggiornato a ogni entrata.
  • Costo standard o prezzo al dettaglio, ammessi se producono risultati vicini al costo effettivo.

Il metodo scelto va mantenuto costante nel tempo: cambiarlo a piacere per modellare l’utile contrasta con la continuità richiesta. Il metodo LIFO, diffuso altrove, non è la prassi di riferimento in Svizzera.

La riserva latente sulle scorte

Il diritto svizzero consente una particolarità: oltre alle svalutazioni giustificate, è ammessa una svalutazione forfettaria delle scorte entro un limite consolidato nella prassi fiscale (la cosiddetta “riserva merci”). Riduce il valore contabile del magazzino sotto il suo valore reale, creando una riserva latente che comprime l’utile imponibile.

È uno strumento legittimo di prudenza fiscale, ma va gestito con consapevolezza: la riserva si scioglie (diventando utile) quando il magazzino si riduce, e distorce la lettura reale del patrimonio. Chi adotta gli standard a immagine fedele (Swiss GAAP FER) non può costituirla.

Errori frequenti

  • Non svalutare merce obsoleta o a lenta rotazione.
  • Includere costi di vendita e amministrazione nel valore delle scorte.
  • Cambiare metodo di valutazione da un anno all’altro senza motivo.
  • Basare l’inventario su stime anziché su una conta fisica affidabile.

In sintesi

  • Le scorte si valutano al minore tra costo e valore di realizzo.
  • Il costo include oneri accessori e, per i prodotti finiti, i costi di produzione.
  • FIFO o costo medio ponderato, applicati con coerenza.
  • La riserva merci è una prudenza fiscale ammessa, ma va monitorata.

Come ti aiutiamo

Impostiamo criteri di valutazione del magazzino corretti e coerenti nel tempo, gestiamo svalutazioni e riserva merci nel rispetto del Codice delle obbligazioni e con un occhio all’ottimizzazione fiscale. Metti in ordine le tue scorte.

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