Concubinato e successione: cosa prevedere
Sempre più coppie convivono stabilmente senza sposarsi né registrare un’unione. Funziona finché entrambi sono in vita; poi arriva la doccia fredda. Nel diritto svizzero il convivente di fatto (concubino) non è erede legale: se uno dei due muore senza aver disposto nulla, il partner superstite non riceve niente per legge, per quanto lunga sia stata la relazione. Tutto va ai parenti del defunto. Chi convive e non pianifica sta, di fatto, diseredando la persona con cui condivide la vita. Ecco cosa prevedere.
Il punto di partenza: nessun diritto automatico
La successione legale svizzera riconosce discendenti, coniuge, partner registrato e parenti. Il convivente non sposato non compare in questo elenco. Concretamente:
- Senza testamento, il partner superstite non eredita alcuna quota.
- Il patrimonio va a figli, genitori, fratelli o parenti più lontani del defunto.
- Il convivente non ha nemmeno un diritto di abitazione automatico sulla casa comune: se l’immobile era del defunto e passa agli eredi, il superstite può doverla lasciare.
È il caso in cui l’assenza di pianificazione produce il danno più netto e più ingiusto.
Lo strumento base: il testamento
Il primo intervento è il testamento. Con esso si può attribuire al convivente tutta la parte del patrimonio di cui si è liberi di disporre — la cosiddetta quota disponibile.
Quanto si può lasciargli dipende dalla presenza di eredi legittimari (riservatari):
- Con discendenti, una parte del patrimonio è loro riservata per legge; il resto è disponibile. La revisione del diritto successorio in vigore dal 1° gennaio 2023 ha ridotto la legittima dei discendenti, ampliando la quota che si può destinare liberamente — quindi anche al convivente.
- La riforma ha abolito la legittima dei genitori: senza figli, la quota disponibile è più ampia.
- In assenza di legittimari, si può disporre dell’intero patrimonio a favore del partner.
Il testamento va redatto nella forma corretta (olografo interamente a mano, datato e firmato, oppure pubblico) per essere valido.
Il contratto successorio: più forza, più stabilità
Dove il testamento è un atto unilaterale e revocabile, il contratto successorio vincola le parti e offre maggiore certezza. È utile, ad esempio, quando gli eredi legittimari accettano di rinunciare in tutto o in parte alla loro quota a favore del convivente, o quando i due partner vogliono regolare reciprocamente la propria successione con un impegno stabile. Richiede l’atto pubblico e il consenso delle parti coinvolte.
L’imposta di successione: l’insidia nascosta
Anche risolto il “chi eredita”, resta il “quanto costa”. Ed è qui che i conviventi pagano il conto più salato. L’imposta di successione è cantonale, e le aliquote dipendono dal grado di parentela:
- Coniuge e discendenti sono esenti o quasi in quasi tutti i Cantoni.
- Il convivente è trattato come un estraneo ai fini fiscali in molti Cantoni, con le aliquote più alte in assoluto.
- Alcuni Cantoni prevedono agevolazioni per i conviventi che dimostrano una convivenza di durata minima (spesso cinque anni): la regola varia da Cantone a Cantone e va verificata caso per caso.
Risultato: senza pianificazione, ciò che si lascia al partner può essere fortemente eroso dall’imposta proprio perché non è un parente.
La previdenza: un canale spesso decisivo
Al di fuori della successione in senso stretto, la previdenza offre strumenti importanti per il convivente:
- Molti istituti di previdenza professionale (LPP, 2° pilastro) prevedono prestazioni per il partner convivente, a condizioni definite dal regolamento (durata della convivenza, designazione comunicata alla cassa).
- Le assicurazioni sulla vita e la previdenza 3a permettono di designare il convivente come beneficiario, facendo arrivare il capitale al di fuori dell’asse ereditario.
Queste designazioni vanno attivate e comunicate agli istituti: non sono automatiche. È spesso il canale più efficace per proteggere concretamente il partner.
La checklist per una coppia di fatto
- Testamento che attribuisca al partner la quota disponibile.
- Valutazione di un contratto successorio con eventuali rinunce degli eredi legittimari.
- Verifica dell’imposta di successione nel Cantone di domicilio e delle agevolazioni per conviventi.
- Designazione del beneficiario nella previdenza 2°/3° pilastro e nelle polizze vita.
- Considerare un diritto di abitazione o soluzioni per la casa comune.
- Aggiornare tutto in caso di figli, acquisto immobiliare o trasloco in un altro Cantone.
In sintesi
- Il convivente non è erede legale: senza disposizioni, non riceve nulla.
- Il testamento gli attribuisce la quota disponibile, più ampia dopo la riforma 2023.
- Il contratto successorio dà maggiore stabilità e consente rinunce degli eredi.
- Fiscalmente il convivente è spesso trattato come un estraneo: attenzione alle aliquote cantonali.
- Previdenza e polizze vita permettono di proteggerlo fuori dall’asse ereditario.
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