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Aprire un conto bancario crypto-friendly

SIH ONE — Desk Crypto · 26 febbraio 2026

È il nodo che ferma più progetti crypto di qualsiasi ostacolo tecnico: aprire e mantenere un conto bancario. Una società può avere un token ben qualificato, un whitepaper solido e una struttura pulita, e comunque trovarsi con le porte chiuse perché la banca considera il settore ad alto rischio. In Svizzera esistono istituti che operano con le imprese blockchain, ma l’accesso non è automatico: si conquista con struttura, trasparenza e documentazione. Ecco come ci si prepara.

Perché le banche esitano

Il tema non è ideologico, è di rischio antiriciclaggio. Ogni banca è un intermediario assoggettato alla LRD e risponde della provenienza dei fondi che movimenta. Con le cripto-attività il tracciamento è più complesso: fondi che arrivano da wallet, conversioni multiple, controparti difficili da identificare. Di fronte a questo, l’istituto applica una due diligence rafforzata e, se non ottiene chiarezza, preferisce rinunciare. Un rifiuto raramente significa “non lavoriamo con la crypto”: più spesso significa “non siamo riusciti a ricostruire con certezza da dove arrivano i soldi e chi c’è dietro”.

Cosa guarda davvero la banca

Prima di aprire un conto a una società attiva nel settore, un istituto valuta alcuni punti chiave:

  • Provenienza dei fondi (source of funds e source of wealth). Da dove arriva il capitale iniziale e da dove arriveranno gli incassi. È la domanda centrale: va documentata, non raccontata.
  • Beneficiari economici effettivi. Chi controlla la società e chi beneficia dei flussi. Strutture opache o catene di partecipazione poco chiare fanno scattare l’allarme.
  • Modello di business. Cosa fa esattamente la società, quali token tratta, se svolge attività che richiedono un’autorizzazione e se dispone dei presidi adeguati.
  • Presidi AML interni. Se la società raccoglie fondi da terzi, la banca vuole vedere KYC, monitoraggio e — dove serve — l’affiliazione a un organismo di autodisciplina o l’inquadramento presso un soggetto assoggettato.
  • Sostanza reale. Una struttura con governance, indirizzo operativo e attività effettiva è un interlocutore credibile; una società “vuota” non lo è.

Come ci si prepara

L’apertura del conto non è il primo passo: è il risultato di una struttura costruita bene a monte. In pratica significa:

  1. Struttura societaria pulita. Forma giuridica adeguata, beneficiari economici trasparenti, catena di controllo lineare.
  2. Dossier di provenienza dei fondi. Documentazione che ricostruisce l’origine del capitale e dei flussi attesi, con estratti, contratti e — per i fondi in cripto-attività — la tracciabilità on-chain.
  3. Descrizione del modello di business. Un documento chiaro su cosa fa la società, quali token tratta e dove eventuali attività regolamentate passano da un partner autorizzato.
  4. Presidi AML coerenti. Se c’è raccolta da terzi, i presidi vanno definiti e documentati prima di presentarsi in banca.
  5. Scelta dell’istituto giusto. Non tutte le banche hanno lo stesso appetito per il settore: presentare il dossier all’istituto sbagliato brucia tempo e credibilità.

Dove passa da un partner autorizzato

La gestione dei presidi antiriciclaggio, l’intermediazione finanziaria e la custodia per conto di terzi sono attività soggette ad autorizzazione. La regola è netta: le attività regolamentate passano da un partner autorizzato. SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza — struttura societaria, dossier di provenienza fondi, descrizione del modello, coordinamento con l’istituto e con i partner — mentre le attività che richiedono un’autorizzazione FINMA/OAV vengono eseguite tramite partner autorizzati, finché e a meno che il perimetro non sia formalizzato diversamente.

L’errore da evitare

Il modo più rapido per farsi chiudere le porte è presentarsi in banca senza aver preparato la provenienza dei fondi, sperando di sistemare i documenti dopo. La banca non anticipa la fiducia: parte dal sospetto e chiede prove. Chi arriva con un dossier completo trasforma una conversazione difensiva in una valutazione ordinaria. Il conto crypto-friendly non è una banca “diversa”: è la stessa due diligence, affrontata con la trasparenza giusta.

Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. Le politiche degli istituti evolvono: ogni caso va valutato singolarmente.

Hai bisogno di un conto per la tua società crypto e vuoi arrivare in banca già pronto? Costruiamo la struttura e il dossier giusti, con i partner adatti dove serve l’autorizzazione. Parliamone.

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