La legge DLT svizzera: cosa consente
La Svizzera non ha una “legge sulle crypto” a sé stante. Ha fatto qualcosa di più intelligente: ha modificato in modo mirato una decina di leggi esistenti per far spazio alla tecnologia a registro distribuito. È la cosiddetta legge DLT, entrata in vigore in due tappe tra il 2021 e l’agosto 2021, che ha reso il diritto svizzero uno dei più chiari al mondo su token e blockchain. Non introduce deroghe né zone franche: adatta le regole esistenti in modo che valgano anche quando lo strumento è un token. Ecco cosa consente davvero.
Il principio: neutralità tecnologica
Il filo conduttore è la neutralità tecnologica. Le regole si applicano all’attività economica, non allo strumento con cui la svolgi. Un’attività bancaria resta bancaria che sia svolta allo sportello o via blockchain; un valore mobiliare resta tale che sia cartaceo o tokenizzato. La legge DLT non crea un regime parallelo più leggero: chiarisce come le regole vigenti si applicano al mondo dei token, chiudendo i vuoti che generavano incertezza.
Cosa consente concretamente
Gli interventi più rilevanti sono tre.
1. Il diritto valore registrato (token di registro)
La modifica al Codice delle obbligazioni (art. 973d e seguenti) introduce il diritto valore registrato: un diritto — societario, di credito, contrattuale — può essere validamente incorporato in un token e trasferito tramite un registro distribuito, con lo stesso effetto giuridico di una cessione tradizionale. Serve un accordo di registrazione tra le parti e un registro che garantisca integrità e controllo da parte dei titolari. È la base giuridica che rende possibile la tokenizzazione di asset e diritti in modo vincolante, senza artifici contrattuali.
2. La protezione in caso di fallimento
La legge chiarisce la separazione dei crypto-asset custoditi per conto dei clienti in caso di fallimento del custode. Se i valori sono tenuti a disposizione del cliente e attribuibili individualmente, possono essere separati dalla massa fallimentare e restituiti, come già avviene per altri beni depositati. È un punto cruciale per la custodia professionale: riduce il rischio che il fallimento del custode travolga i beni dei clienti.
3. I sistemi di negoziazione DLT
Viene introdotta una nuova categoria di autorizzazione, il sistema di negoziazione DLT, che consente di negoziare valori mobiliari basati su registro distribuito e di offrire, in un’unica infrastruttura, funzioni che nel mondo tradizionale sono separate (negoziazione, regolamento, custodia). È pensata per aprire l’accesso anche a operatori diversi dai soli intermediari finanziari, entro condizioni definite.
Cosa la legge DLT non fa
È importante essere altrettanto chiari su ciò che non cambia:
- Non elimina le autorizzazioni. Le attività regolamentate — raccolta di depositi, intermediazione, gestione, custodia per terzi in certe condizioni — restano soggette ad autorizzazione o assoggettamento.
- Non sospende l’antiriciclaggio. Emissione, custodia e trasferimento per conto di terzi possono far scattare la LRD, con obblighi di identificazione, chiarimento e monitoraggio, e affiliazione a un organismo di autodisciplina o inquadramento presso un soggetto assoggettato.
- Non qualifica automaticamente i token. Ogni token va analizzato caso per caso: token di pagamento, di utilizzo, d’investimento hanno trattamenti diversi. La natura giuridica ed economica prevale sull’etichetta.
Perché conta per chi opera
Il valore della legge DLT è la certezza del diritto. Un progetto può oggi sapere, prima di partire, se il suo token incorpora validamente un diritto, come si trasferisce, cosa succede in caso di fallimento del custode, e quale infrastruttura può usare per negoziarlo. Questo riduce il rischio giuridico e rende la Svizzera una base credibile per operatori seri. Ma la certezza vale solo se la struttura è impostata correttamente: gli stessi articoli che proteggono chi rispetta i requisiti non aiutano chi li ignora.
Come SIH ONE affronta il tema
SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza: qualificazione del token e dell’attività, verifica dei requisiti per il token di registro, disegno della struttura e dei presidi antiriciclaggio, individuazione del perimetro autorizzativo. Dove l’attività richiede un’autorizzazione FINMA, un’affiliazione OAD o una custodia per terzi, le attività regolamentate passano da partner autorizzati. L’obiettivo è che tu sfrutti il quadro DLT sapendo esattamente dove ti trovi.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale o regolamentare. Il quadro evolve: ogni caso va verificato nello specifico.
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