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Marketing di un token: cosa si può dire

SIH ONE — Desk Crypto · 18 luglio 2025

Lanciare un token significa, prima o poi, comunicarlo: sito, white paper, social, campagne, community. Ed è proprio qui che molti progetti tecnicamente validi si mettono nei guai. Il marketing di un token non è terreno libero: cosa puoi dire dipende da cosa il token è, da chi è il pubblico e da quali promesse fai. Una comunicazione impostata male non è solo un rischio reputazionale: può cambiare la qualificazione stessa dell’operazione e attirare conseguenze regolamentari.

La comunicazione segue la qualificazione del token

Il punto di partenza non è il messaggio, ma la natura del token. La prassi svizzera distingue, in sostanza, tra:

  • Token di pagamento — pensati come mezzo di pagamento o di scambio, senza pretese su un emittente.
  • Utility token — danno accesso a un servizio o a una funzione di una piattaforma.
  • Token d’investimento (asset) — rappresentano un diritto patrimoniale, una partecipazione, un credito o una promessa di rendimento; sono i più vicini agli strumenti finanziari e i più regolamentati.

La comunicazione ammessa cambia radicalmente a seconda della categoria. E attenzione: è il contenuto della comunicazione a poter spostare la qualificazione. Se presenti un utility token promettendo un guadagno, di fatto lo stai comunicando come un investimento — con tutte le regole che ne conseguono.

Cosa evitare: le promesse che qualificano

Alcuni messaggi sono particolarmente pericolosi perché trasformano il token in qualcosa che comporta obblighi più stringenti:

  • Promesse di rendimento o rivalutazione. “Il valore salirà”, “rendimento garantito”, proiezioni di prezzo: spostano il token verso l’area dell’investimento e possono attivare obblighi di prospetto e regole di condotta.
  • Garanzie che non puoi mantenere. Sicurezza assoluta, assenza di rischi, restituzione garantita del capitale.
  • Confronti con strumenti finanziari (“come un’azione, ma migliore”) che suggeriscono una natura da titolo senza esserlo formalmente.
  • Toni da sollecitazione all’investimento rivolti al pubblico indistinto, quando il progetto non è impostato per farlo.

Il pubblico conta quanto il messaggio

La stessa comunicazione può essere accettabile verso un cerchio ristretto di soggetti qualificati e problematica se rivolta al pubblico indistinto. Chi comunica deve sapere a chi si rivolge: investitori professionali, cerchia ristretta, pubblico generale. Il canale (campagna aperta sui social vs comunicazione mirata) e la portata incidono sugli obblighi. Un’offerta pubblica ha oneri informativi che un collocamento ristretto non ha.

Le regole di base di una comunicazione corretta

Al di là della qualificazione, valgono principi che è bene rispettare sempre:

  1. Verità e completezza. Nessuna affermazione falsa o fuorviante; informazioni non parziali che nascondano i rischi.
  2. Rischi in chiaro. La comunicazione deve rendere evidenti i rischi, non solo le opportunità.
  3. Coerenza con la documentazione. Sito, white paper e materiali di marketing devono dire la stessa cosa: le incoerenze sono un segnale d’allarme.
  4. Antiriciclaggio a monte. Se l’operazione tocca flussi di valori, i presidi LRD vanno impostati prima, non dopo la campagna.

L’errore ricorrente: pensare al marketing per ultimo

Molti progetti disegnano il prodotto, poi affidano la comunicazione a chi non conosce il perimetro regolamentare, e scoprono a campagna avviata di aver “riqualificato” il token a parole. La sequenza corretta è opposta: prima si stabilisce cosa il token è e a chi ci si rivolge, poi si costruisce una comunicazione coerente con quel perimetro. Il marketing non è la fase finale scollegata dal resto: è parte della qualificazione.

Come SIH ONE affronta il tema

SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza: qualificazione del token, analisi del pubblico e dei canali, revisione della coerenza tra documentazione e comunicazione, impostazione dei presidi antiriciclaggio. Dove l’attività richiede un’autorizzazione o adempimenti regolamentati (offerta pubblica, obblighi di prospetto), le attività regolamentate passano da partner autorizzati. L’obiettivo è che tu comunichi il token sapendo, prima di pubblicare, cosa puoi dire e cosa no.

Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale o regolamentare. Il quadro evolve: ogni progetto va verificato nel caso specifico.

Stai preparando il lancio di un token e vuoi comunicarlo senza sbagliare il perimetro? Parliamone: qualifichiamo il token e impostiamo una comunicazione coerente, con i partner giusti dove serve l’autorizzazione.

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Contenuto a cura degli specialisti SIH ONE. La responsabilità professionale è sempre di persone abilitate: l’AI lavora, i professionisti firmano. Chi siamo →

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