Diritto & governance

L'NDA: proteggere le informazioni riservate

SIH ONE — Desk Legal · 09 gennaio 2026

Prima di aprire i libri a un investitore, condividere il codice con un fornitore o discutere una partnership, serve un accordo di riservatezza — l’NDA (Non-Disclosure Agreement), in italiano accordo di confidenzialità. È il documento che trasforma una promessa verbale di “restiamo discreti” in un obbligo giuridico azionabile. In Svizzera l’NDA si fonda sul Codice delle obbligazioni e, per i segreti d’affari, sulla Legge contro la concorrenza sleale.

A cosa serve davvero

L’NDA non impedisce a nessuno di fisicamente diffondere un’informazione: serve a rendere quella diffusione una violazione contrattuale, con conseguenze economiche. In pratica ti dà tre cose:

  • una definizione chiara di cosa è riservato e cosa no;
  • un obbligo di non usare e non divulgare le informazioni fuori dallo scopo pattuito;
  • uno strumento probatorio in caso di lite, perché fissa nero su bianco cosa era confidenziale e da quando.

Senza NDA resta la tutela generale contro la concorrenza sleale, ma è più incerta e difficile da provare. Con l’NDA il perimetro è definito in anticipo.

Unilaterale o reciproco

Prima scelta strutturale:

  • Unilaterale (one-way): una sola parte divulga e l’altra riceve. Tipico quando presenti un progetto a un potenziale cliente o investitore.
  • Reciproco (mutual): entrambe le parti si scambiano informazioni sensibili. Tipico nelle trattative di partnership, M&A o joint venture.

Firmare un NDA unilaterale quando in realtà lo scambio è a doppio senso lascia scoperta una delle due parti. Vale la pena verificarlo prima di firmare.

Le clausole che contano

Un NDA efficace non è lungo: è preciso. Gli elementi da regolare sempre:

  • Definizione di informazione riservata: il più possibile concreta (dati finanziari, codice sorgente, liste clienti, know-how, roadmap). Le definizioni vaghe si difendono male.
  • Esclusioni: non è riservato ciò che è già pubblico, già noto legittimamente al ricevente, sviluppato in modo indipendente o ottenuto lecitamente da terzi. Senza queste eccezioni l’accordo rischia di essere inapplicabile.
  • Scopo consentito: le informazioni possono essere usate solo per valutare l’operazione, non per altri fini.
  • Cerchia autorizzata: chi può accedere ai dati (dipendenti, consulenti) e l’obbligo di vincolare anche loro alla riservatezza.
  • Durata dell’obbligo: quanto resta in vigore la riservatezza, anche dopo la fine della trattativa (spesso da 2 a 5 anni; per i veri segreti d’affari, senza scadenza finché restano segreti).
  • Restituzione o distruzione del materiale al termine.
  • Clausola penale, legge applicabile e foro competente.

La clausola penale: il vero deterrente

Provare il danno economico causato da una fuga di informazioni è spesso complicato. Per questo l’NDA include di regola una clausola penale (art. 160-163 CO): un importo forfettario dovuto in caso di violazione, indipendente dalla prova del danno effettivo. Due precisazioni:

  • salvo patto diverso, il pagamento della penale non libera dall’obbligo di riservatezza;
  • una penale manifestamente eccessiva può essere ridotta dal giudice. Meglio un importo credibile e proporzionato di una cifra spropositata che verrà ridimensionata.

I limiti da conoscere

L’NDA è utile, ma non fa miracoli:

  • non protegge le informazioni già pubbliche o divulgate legittimamente da altri;
  • non impedisce lo sviluppo indipendente della stessa idea da parte del ricevente;
  • un obbligo di riservatezza perpetuo e illimitato su tutto è difficile da far valere: la protezione forte va concentrata su ciò che è davvero segreto.

Va anche ricordato che l’NDA tutela la segretezza, non la titolarità: chi è proprietario di un’invenzione, di un marchio o del codice si stabilisce con brevetto, deposito o clausole di cessione, non con la sola riservatezza. I due strumenti si integrano.

L’errore più comune

Condividere informazioni prima di firmare, “per non rallentare”. Una volta che il dato è uscito senza copertura contrattuale, l’NDA firmato dopo protegge male il passato. La sequenza corretta è: prima l’accordo, poi i dati sensibili. Vale soprattutto nelle fasi di due diligence e nei primi contatti con investitori.

Come ti affianca SIH ONE

La divisione Tax & Legal predispone NDA unilaterali e reciproci calibrati sull’operazione — definizioni, esclusioni, durata e penale coerenti e difendibili — e li coordina con la protezione della proprietà intellettuale e con la struttura societaria. Prima di condividere dati con un partner o un investitore, mettiamo in sicurezza le tue informazioni.

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