Diritto & governance

La responsabilità degli amministratori

SIH ONE — Desk Legal · 13 dicembre 2025

Accettare una carica di amministratore non è solo un titolo: è l’assunzione di una responsabilità personale che può arrivare a coinvolgere il patrimonio privato. In Svizzera il Codice delle obbligazioni disciplina in modo preciso quando e verso chi gli amministratori rispondono. Conoscere questi confini non serve a spaventarsi, ma a lavorare con gli strumenti giusti. Vediamo dove nasce la responsabilità e come si limita.

I doveri fondamentali

Ogni membro del consiglio di amministrazione di una SA — e ogni gerente di una Sagl (GmbH) — è tenuto a due doveri cardine:

  • Diligenza: agire con la cura che ci si può ragionevolmente attendere da una persona nella stessa posizione, informandosi adeguatamente prima di decidere e sorvegliando l’andamento della società.
  • Fedeltà: perseguire l’interesse della società, non il proprio o quello di un singolo azionista. Da qui derivano gli obblighi in materia di conflitti d’interesse.

La violazione di uno di questi doveri è il presupposto della responsabilità. Non basta un cattivo risultato economico: serve un comportamento contrario ai doveri.

I quattro presupposti della responsabilità

Perché scatti la responsabilità civile devono coesistere quattro elementi:

  1. un danno (alla società, agli azionisti o ai creditori);
  2. una violazione dei doveri da parte dell’amministratore;
  3. un nesso causale tra la violazione e il danno;
  4. la colpa, anche solo negligenza.

Mancando anche uno solo di questi elementi, la pretesa non regge. Ma quando ci sono tutti, la responsabilità è concreta e, di regola, solidale tra i membri coinvolti: ciascuno può essere chiamato a rispondere dell’intero danno, salvo poi il regresso interno.

La business judgment rule

Il diritto svizzero riconosce che fare impresa significa assumere rischi. Per questo le decisioni imprenditoriali prese in buona fede, su una base informata adeguata e senza conflitti d’interesse godono di una protezione: il giudice non le riesamina nel merito col senno di poi. È la cosiddetta business judgment rule.

Attenzione però ai suoi limiti: protegge il come si è deciso, non copre chi decide senza informarsi, chi ignora segnali evidenti di crisi o chi agisce in conflitto d’interesse. La regola premia il processo decisionale corretto, non l’esito fortunato.

Verso chi si risponde

La responsabilità può essere fatta valere da soggetti diversi:

  • la società stessa, per il danno subìto;
  • i singoli azionisti, per il danno diretto o riflesso;
  • i creditori, in particolare nel fallimento, quando il patrimonio sociale non basta a soddisfarli.

È soprattutto nel fallimento che le azioni di responsabilità diventano frequenti: l’amministrazione fallimentare e i creditori cercano di recuperare il danno causato da una gestione negligente.

I momenti a più alto rischio

Alcune situazioni concentrano la maggior parte dei casi di responsabilità:

  • La crisi finanziaria. In caso di perdita di capitale, rischio di sovraindebitamento o di illiquidità, il consiglio deve attivarsi tempestivamente: valutare la situazione, adottare misure di risanamento e, se necessario, avvisare il giudice. Il ritardo nell’avviso è una delle fonti più comuni di responsabilità personale. La riforma del diritto della SA ha rafforzato l’attenzione sulla sorveglianza della solvibilità.
  • I contributi sociali e le imposte non versati. Il mancato pagamento di contributi AVS trattenuti ai dipendenti può esporre gli organi a una responsabilità diretta verso la cassa di compensazione.
  • L’informazione carente agli azionisti e la violazione delle regole su conti e revisione.
  • I conflitti d’interesse non dichiarati e non gestiti.

Il dovere di vigilanza vale per tutti

Un equivoco pericoloso è pensare “di quel dossier si occupava un altro”. Il dovere di alta vigilanza vale per l’intero consiglio. Non essersi occupati di una questione, o non aver partecipato alle riunioni, non è una scusante: al contrario, l’assenza e il disinteresse possono aggravare la posizione. Chi delega la gestione conserva sempre il dovere di controllare chi gestisce.

Come limitare il rischio

La responsabilità non si elimina, ma si governa. Gli strumenti principali:

  • un regolamento di organizzazione chiaro, che definisca deleghe e flussi informativi;
  • un reporting finanziario tempestivo, con particolare attenzione alla liquidità;
  • verbali che documentino decisioni informate e la gestione dei conflitti;
  • il rispetto scrupoloso degli obblighi contabili e di revisione;
  • una copertura assicurativa per la responsabilità degli organi (D&O), utile ma non sostitutiva di una buona governance;
  • il discarico annuale dell’assemblea, che libera per i fatti noti ma non copre ciò che è stato taciuto.

Come lavoriamo in SIH ONE

Affianchiamo consigli e gerenti nel dotarsi degli strumenti che presidiano davvero la responsabilità: regolamenti, reporting sulla liquidità, procedure di allerta e documentazione delle decisioni. Interveniamo anche nei momenti critici, quando la tempestività fa la differenza tra un risanamento e un’azione di responsabilità.

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