Security token e azioni tokenizzate: differenze
“Security token” e “azioni tokenizzate” vengono spesso usati come sinonimi, ma non lo sono. Il primo è una categoria ampia — un token che rappresenta un diritto patrimoniale; il secondo è un caso specifico — l’azione di una società di capitali rappresentata in forma tokenizzata. Capire la differenza non è un esercizio semantico: cambia il quadro giuridico, i diritti incorporati, gli obblighi dell’emittente e il modo in cui il valore circola. Ecco come inquadrarli nel diritto svizzero.
Cosa rappresenta un token
La domanda decisiva non è “che tecnologia usa” ma “quale diritto incorpora”. Un token può rappresentare:
- un diritto di partecipazione (azioni, quote): diritto di voto, dividendo, quota di liquidazione;
- un diritto di credito (obbligazioni, prestiti): rimborso e interessi;
- un diritto su un bene o un flusso (token su ricavi, su asset sottostanti).
Quando il token incorpora un diritto-valore che sarebbe tipicamente rappresentato da un titolo, si parla in senso lato di security token. L’azione tokenizzata è quindi una sottocategoria: un security token che rappresenta specificamente la partecipazione al capitale di una SA.
La base giuridica svizzera: i diritti-valore registrati
Dal 2021 il diritto svizzero riconosce i diritti-valore registrati (registered ledger securities), introdotti nel Codice delle obbligazioni con la revisione sulla tecnologia dei registri distribuiti. È lo strumento che consente di rappresentare diritti — tra cui azioni — su un registro elettronico con effetti equiparabili ai titoli tradizionali.
Perché la tokenizzazione produca effetti giuridici, il registro deve rispettare requisiti precisi: integrità, trasparenza sul funzionamento, possibilità per il titolare di disporre del proprio diritto e di verificarne il contenuto. Non basta “mettere un’azione su una blockchain”: serve una convenzione di registrazione e uno statuto coerente con la scelta.
Azioni tokenizzate: cosa cambia per la SA
Tokenizzare le azioni di una SA significa rappresentare la partecipazione come diritto-valore registrato invece che come titolo cartaceo o diritto-valore semplice. Gli effetti pratici:
- Trasferibilità: la circolazione avviene tramite il registro, secondo le regole statutarie ed eventuali vincoli (clausole di restrizione alla trasferibilità).
- Libro delle azioni: l’emittente deve comunque tenere aggiornata l’evidenza degli azionisti e degli aventi economicamente diritto secondo il Codice delle obbligazioni.
- Diritti sociali: voto, dividendo e diritti di informazione restano quelli dell’azione; la forma tokenizzata è il “contenitore”, non modifica la sostanza societaria.
- Governance: statuto, verbali e delibere devono riflettere la scelta della tokenizzazione.
L’azione tokenizzata non trasforma la SA in un progetto crypto: resta una società di capitali con le sue regole, semplicemente rappresenta la partecipazione in forma digitale.
Security token non azionari
Molti security token non rappresentano azioni ma altri diritti: quote di ricavi, strumenti di debito, diritti su un portafoglio. Qui il quadro cambia:
- non c’è necessariamente partecipazione al capitale né diritto di voto;
- il diritto incorporato può essere un credito, con logica e rischi diversi da quelli dell’azionista;
- la qualificazione regolamentare dipende dalla sostanza del diritto, non dall’etichetta usata nel white paper.
Confondere un token di ricavo con un’azione tokenizzata porta ad aspettative sbagliate su voto, informazione e priorità in caso di liquidazione.
Perché la qualificazione conta
La distinzione tra le categorie determina il regime applicabile: obblighi verso i titolari, eventuali requisiti di prospetto, profilo antiriciclaggio, trattamento contabile e fiscale. Un token che qualifica come strumento finanziario segue regole diverse da un token di puro utilizzo. La qualificazione va fatta prima di emettere, non dopo: correggere una struttura già collocata sul mercato è costoso e talvolta impossibile.
La sequenza corretta
Prima si definisce quale diritto si vuole rappresentare; poi si sceglie la forma giuridica (azione, credito, altro diritto-valore); quindi si imposta il registro e la documentazione statutaria e contrattuale; infine si affrontano gli aspetti regolamentari, contabili e fiscali. Partire dalla tecnologia e cercare dopo la cornice giuridica è la strada che genera i problemi maggiori.
Come SIH ONE affronta il tema
SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza: qualificazione del token e del diritto incorporato, impostazione della tokenizzazione delle azioni come diritti-valore registrati, coerenza tra statuto, registro e documentazione, coordinamento degli aspetti contabili e fiscali. Dove servono attività soggette ad autorizzazione — emissione al pubblico, custodia, servizi finanziari regolati — le attività regolamentate passano da partner autorizzati. L’obiettivo è un’emissione qualificata correttamente fin dall’inizio.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o regolamentare. Ogni struttura va verificata nel caso specifico.
Stai valutando di tokenizzare azioni o emettere un security token? Parliamone: qualifichiamo il diritto e impostiamo la struttura, con i partner autorizzati dove serve.