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Utility, payment o security token: come si qualificano

SIH ONE — Desk Crypto · 28 febbraio 2026

Prima di emettere, vendere o custodire un token, c’è una domanda che decide tutto il resto: che cosa è, giuridicamente, quel token? In Svizzera la risposta segue la prassi FINMA, che non guarda al nome commerciale ma alla funzione economica dello strumento. Da quella qualificazione discendono gli obblighi antiriciclaggio, quelli da valore mobiliare e l’eventuale perimetro autorizzativo. Chiarirla prima significa costruire su basi solide; chiarirla dopo significa correggere a raccolta già avviata, con costi molto più alti.

Le tre categorie di riferimento

La prassi svizzera distingue tre tipi funzionali di token. Un singolo token può ricadere in più di una categoria.

  • Utility token. Dà accesso a un servizio o a un’applicazione basata su blockchain. Se al momento dell’emissione ha già una funzione d’uso reale e utilizzabile, di norma non è trattato come valore mobiliare. Se invece l’accesso è promesso per il futuro e il token viene venduto soprattutto come scommessa sul valore, la sostanza cambia.
  • Payment token. Serve come mezzo di pagamento o trasferimento di valore. Non incorpora diritti verso un emittente e non è un valore mobiliare, ma la sua emissione e circolazione attivano pienamente gli obblighi antiriciclaggio (LRD).
  • Security / asset token. Incorpora diritti patrimoniali: una partecipazione, un dividendo, una quota di debito, un diritto su un flusso di cassa o su un sottostante. È trattato come valore mobiliare, con i relativi obblighi di prospetto e di condotta.

Il criterio è la funzione, non l’etichetta

L’errore più diffuso è ragionare per nome: “lo chiamiamo utility, quindi è utility”. Non funziona così. Un token venduto con la promessa di un rendimento, di un riacquisto a prezzo crescente o di una quota di ricavi è, nella sostanza, un token di investimento — indipendentemente dall’etichetta scelta nel whitepaper. La qualificazione guarda ai diritti effettivamente conferiti e al modo in cui il token viene proposto ai sottoscrittori.

I token ibridi e l’evoluzione nel tempo

Molti progetti reali sono ibridi: un token può avere una funzione d’uso e, allo stesso tempo, incorporare un diritto patrimoniale. In quel caso si sommano gli obblighi delle categorie coinvolte. C’è poi la dimensione temporale: un token venduto in prevendita, quando la piattaforma non esiste ancora, tende a essere percepito come strumento di investimento; lo stesso token, al lancio del servizio, può diventare puramente d’uso. La qualificazione va quindi verificata al momento rilevante, non una volta per tutte.

Perché la qualificazione decide gli obblighi

Dalla categoria discendono conseguenze concrete:

  1. Antiriciclaggio. I payment token e, più in generale, chi presta servizi di pagamento, custodia o cambio, ricadono nella LRD: identificazione dei sottoscrittori (KYC), monitoraggio, regole sui trasferimenti. Questi presidi vanno gestiti tramite un intermediario finanziario assoggettato.
  2. Valore mobiliare. I security token comportano obblighi informativi verso gli investitori e regole di condotta nel collocamento.
  3. Perimetro autorizzativo. Custodia per conto di terzi, intermediazione e collocamento presso il pubblico sono attività regolamentate.

Dove passa da un partner autorizzato

Le attività soggette ad autorizzazione non si improvvisano: l’intermediazione finanziaria e i presidi AML, la custodia per conto di terzi, il collocamento di security token presso il pubblico richiedono un soggetto assoggettato. La regola è netta: le attività regolamentate passano da un partner autorizzato. SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza — qualificazione del token, legal opinion, struttura societaria, whitepaper, coordinamento fiscale e contabile — mentre le attività che richiedono un’autorizzazione FINMA/OAV vengono eseguite tramite partner autorizzati, finché e a meno che il perimetro non sia formalizzato diversamente.

La sequenza corretta

Un progetto serio parte dalla qualificazione e costruisce sopra di essa il whitepaper, i presidi e la struttura. Dove il perimetro non è evidente — ed è la norma nei casi ibridi — si produce una legal opinion che fotografa i diritti conferiti e la categoria applicabile. È il documento che banche, partner e investitori chiederanno di vedere.

Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. La prassi crypto evolve: ogni token va valutato nel caso specifico.

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