Gli assegni familiari in Svizzera
Gli assegni familiari sono una prestazione sociale che contribuisce a coprire i costi di mantenimento dei figli. Riguardano quasi ogni datore con personale e ogni famiglia con figli, ma la loro gestione passa dalla cassa di compensazione per gli assegni familiari (CAF) e segue regole in parte cantonali. Vale la pena capire chi paga, chi incassa e come si richiedono.
Che cosa sono
Il sistema prevede due tipi principali di assegno:
- l’assegno per i figli, versato per ogni figlio fino a una determinata età;
- l’assegno di formazione, di importo superiore, versato per i figli che proseguono gli studi o una formazione oltre l’età dell’assegno ordinario e fino a un limite massimo.
Gli importi minimi sono fissati a livello federale, ma i cantoni possono prevedere importi più alti e, in alcuni casi, assegni supplementari (ad esempio di nascita o di adozione). Per questo la cifra concreta dipende dal cantone di riferimento.
Chi ha diritto
Hanno diritto agli assegni, di regola:
- i lavoratori dipendenti, tramite il datore di lavoro;
- gli indipendenti, iscritti a una cassa per gli assegni familiari;
- in determinate condizioni, le persone senza attività lucrativa, con soglie di reddito.
La regola fondamentale è che l’assegno è versato una sola volta per figlio: non si cumulano due assegni pieni per lo stesso bambino. Quando entrambi i genitori lavorano, esistono criteri di priorità che stabiliscono chi ha il diritto principale (ad esempio chi esercita attività lucrativa, chi ha l’autorità parentale, il luogo di residenza del figlio). L’altro genitore può eventualmente avere diritto a una differenza se nel suo cantone l’assegno è più alto.
Come funziona il flusso
Per il datore di lavoro il meccanismo è, di norma, il seguente:
- il dipendente richiede l’assegno presentando la documentazione (stato di famiglia, certificati di formazione per i figli maggiorenni in studio);
- il datore inoltra la domanda alla cassa per gli assegni familiari a cui è affiliato;
- la cassa riconosce il diritto e l’importo;
- l’assegno viene, di regola, pagato con il salario e indicato sul cedolino, poi compensato dal datore con la cassa.
In pratica il dipendente vede l’assegno arrivare insieme allo stipendio, mentre la copertura economica proviene dal sistema CAF.
Chi paga il contributo
Il finanziamento avviene tramite un contributo AF calcolato sulla massa salariale. Per i dipendenti questo contributo è, di regola, interamente a carico del datore e le aliquote variano da cantone a cantone e da cassa a cassa. Gli indipendenti versano un proprio contributo sul reddito.
È un punto spesso frainteso: gli assegni non “escono” dalla tasca del singolo datore come costo aggiuntivo per figlio, ma sono finanziati dal contributo collettivo versato alla cassa, che poi eroga le prestazioni.
Obblighi e attenzioni per il datore
- Affiliarsi a una cassa per gli assegni familiari (spesso collegata alla cassa di compensazione AVS).
- Verificare le domande e la documentazione, in particolare i certificati di formazione che giustificano l’assegno di formazione.
- Indicare correttamente gli assegni sul cedolino e nel conteggio.
- Segnalare i cambiamenti: fine formazione, trasferimenti, variazioni della situazione familiare, che possono modificare o far cessare il diritto.
Errori tipici sono il pagamento di un assegno di formazione oltre i limiti, il doppio versamento per lo stesso figlio o il mancato adeguamento quando la situazione familiare cambia. Sono importi che, se versati a torto, possono essere richiesti indietro.
Come ti aiutiamo
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