Crypto

DeFi: rischi e compliance per gli operatori

SIH ONE — Desk Crypto · 19 luglio 2025

La finanza decentralizzata (DeFi) promette servizi finanziari — scambio, prestito, rendimento — senza intermediari classici, gestiti da protocolli e smart contract. Ma “decentralizzato” non significa “fuori dalle regole”. Chi costruisce, gestisce o offre accesso a servizi DeFi incontra gli stessi principi che governano l’intermediazione finanziaria, applicati a un’architettura nuova. La domanda per l’operatore non è se le regole si applicano, ma dove e a chi si applicano in un sistema che si dichiara senza intermediari.

”Decentralizzato” è un’affermazione da verificare, non un dato

Il primo errore è prendere la decentralizzazione come un fatto acquisito. Nella sostanza economica, molti progetti “DeFi” hanno un punto di controllo effettivo: un team che aggiorna gli smart contract, detiene chiavi di amministrazione, gestisce l’interfaccia utente, controlla la tesoreria o incassa commissioni. Dove esiste un soggetto che, di fatto, governa o trae reddito dall’attività, la vigilanza tende a guardare a quel soggetto, a prescindere dall’etichetta. La domanda decisiva è sempre la stessa: chi ha il controllo e chi svolge, in concreto, l’attività?

Le attività DeFi e come si qualificano

A seconda di cosa fa il protocollo e di chi lo governa, possono attivarsi profili regolamentari diversi:

  • Scambio di token (DEX). Facilitare lo scambio di cripto-attività per conto di terzi richiama l’intermediazione finanziaria e, con essa, gli obblighi antiriciclaggio.
  • Prestito e staking. Raccogliere fondi, remunerarli o impiegarli tocca temi di deposito, gestione di valori altrui e, potenzialmente, perimetro autorizzativo.
  • Emissione di token. Lanciare un token proprio apre il tema della qualificazione (pagamento, utility, asset) e delle regole che ne conseguono.
  • Interfacce e accesso. Anche solo fornire il front-end che dà accesso a un protocollo può rilevare, se l’operatore ha un ruolo attivo nel servizio.

I rischi antiriciclaggio sono il cuore del problema

Il rischio più concreto per un operatore DeFi è quello antiriciclaggio. Un sistema che consente di muovere valori in modo pseudonimo, senza identificazione, è esposto per definizione. Dove l’attività configura intermediazione finanziaria, i presidi LRD non sono opzionali: identificazione della clientela, chiarimento dell’avente economicamente diritto, monitoraggio delle transazioni, obblighi di segnalazione. La sfida tecnica — applicare questi presidi a un’architettura on-chain — non elimina l’obbligo: lo rende un problema di progettazione, da risolvere a monte.

Gli altri rischi da mettere a bilancio

Oltre alla compliance regolamentare, l’operatore DeFi affronta rischi che vanno governati:

  • Rischio smart contract. Bug, exploit e vulnerabilità del codice possono causare perdite dirette e responsabilità.
  • Rischio operativo e di governance. Chiavi di amministrazione, processi di aggiornamento, gestione della tesoreria: punti di fragilità e, insieme, punti che rivelano chi controlla davvero il sistema.
  • Rischio di qualificazione. Il modello può essere considerato regolamentato anche se il progetto si percepisce come “puro codice”: operare senza aver mappato questa possibilità espone a ordini di cessazione e responsabilità personali.
  • Rischio reputazionale e bancario. Senza presidi credibili, il rapporto con banche e partner diventa fragile o impossibile.

La sequenza corretta per un operatore

Impostare un progetto DeFi in modo sostenibile significa procedere in ordine:

  1. Fotografare la governance reale: chi controlla cosa, chi incassa, chi può modificare il protocollo.
  2. Qualificare le attività una per una rispetto al perimetro dell’intermediazione finanziaria.
  3. Progettare i presidi antiriciclaggio compatibili con l’architettura, prima del lancio.
  4. Disegnare la struttura societaria che regge il progetto e i rapporti con i partner.

Come SIH ONE affronta il tema

SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza: analisi della governance effettiva del progetto, qualificazione delle attività DeFi rispetto al perimetro regolamentare e antiriciclaggio, impostazione dei presidi e disegno della struttura. Dove l’attività richiede un’autorizzazione o un’affiliazione a un organismo di autodisciplina, le attività regolamentate passano da partner autorizzati. L’obiettivo è che tu sappia, prima di lanciare, quali rischi porti e come governarli.

Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale o regolamentare. Il quadro evolve: ogni progetto va verificato nel caso specifico.

Stai costruendo un progetto DeFi e vuoi impostare la compliance prima del lancio? Parliamone: mappiamo governance e attività e disegniamo i presidi antiriciclaggio, con i partner giusti dove serve l’autorizzazione.

SIH ONE — Desk Crypto

Contenuto a cura degli specialisti SIH ONE. La responsabilità professionale è sempre di persone abilitate: l’AI lavora, i professionisti firmano. Chi siamo →

Continua

AML

Scopri →
Da leggere
Crypto

Tassazione delle crypto in Svizzera: guida per founder

Leggi →
Crypto

ICO e token event: raccogliere capitale con la blockchain

Leggi →