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Disdetta del rapporto di lavoro: motivi e termini

SIH ONE — Desk People · 22 aprile 2026

In Svizzera vige la libertà di disdetta: entrambe le parti possono porre fine a un contratto a tempo indeterminato senza dover indicare un motivo. Ma libertà non significa arbitrio: termini, periodi di protezione e limiti all’abuso disciplinano il modo in cui la disdetta produce effetto. Vediamo le regole del Codice delle obbligazioni (CO).

Contratto a termine e a tempo indeterminato

  • Il contratto a tempo determinato cessa automaticamente alla scadenza, senza bisogno di disdetta.
  • Il contratto a tempo indeterminato richiede una disdetta per terminare, nel rispetto dei termini legali o contrattuali.

Se un contratto a termine viene tacitamente continuato dopo la scadenza, si trasforma in un rapporto a tempo indeterminato.

I termini di disdetta ordinari

Salvo diversa pattuizione (scritta) o CCL, i termini legali sono:

  • durante il periodo di prova: 7 giorni;
  • nel primo anno di servizio: 1 mese, per la fine di un mese;
  • dal secondo al nono anno: 2 mesi, per la fine di un mese;
  • dal decimo anno in poi: 3 mesi, per la fine di un mese.

Le parti possono modificare questi termini per iscritto, ma non possono essere diversi per le due parti e, di regola, non inferiori a un mese dopo il periodo di prova (salvo eccezioni previste dalla legge nel primo anno tramite CCL).

I periodi di protezione (disdetta in tempo inopportuno)

Il datore non può validamente disdire il contratto in determinati periodi di protezione, tra cui:

  • durante malattia o infortunio senza colpa del dipendente, per un periodo che cresce con l’anzianità (indicativamente 30 giorni nel primo anno, 90 dal secondo al quinto, 180 dal sesto);
  • durante la gravidanza e nelle 16 settimane successive al parto;
  • durante il servizio militare, di protezione civile o civile obbligatorio (e nelle settimane immediatamente prima e dopo, a certe condizioni).

Una disdetta data in questi periodi è nulla. Se invece il periodo di protezione inizia dopo una disdetta valida, il termine di preavviso si sospende e riprende al termine dell’impedimento.

La disdetta abusiva

Anche senza obbligo di motivazione, una disdetta può essere abusiva se data, ad esempio:

  • per una qualità personale del dipendente (età, origine, orientamento), salvo che sia legata al rapporto;
  • perché il dipendente esercita un diritto costituzionale o fa valere in buona fede pretese derivanti dal contratto;
  • per impedire la nascita di pretese del dipendente (ad esempio prestazioni di previdenza);
  • come rappresaglia per una denuncia legittima.

La disdetta abusiva resta valida (il rapporto finisce), ma dà diritto a un’indennità fino a un massimo di sei mesi di salario, fissata dal giudice. Chi ritiene la disdetta abusiva deve opporsi per iscritto entro la fine del termine di disdetta e agire in giudizio nei termini di legge.

La disdetta immediata (in tronco)

Per motivi gravi, ciascuna parte può recedere con effetto immediato, senza rispettare i termini. È il caso della grave violazione della fiducia (furto, gravi insubordinazioni, concorrenza sleale). La soglia è alta: solo circostanze che rendono inesigibile la continuazione del rapporto la giustificano.

  • Se la disdetta immediata è giustificata, il rapporto cessa subito.
  • Se è ingiustificata, il dipendente ha diritto a quanto avrebbe percepito rispettando il termine ordinario, più un’eventuale indennità fino a sei mesi di salario.

Forma e prova

La disdetta non richiede in generale una forma scritta, ma è fortemente consigliata (raccomandata) per provare data e ricezione. Su richiesta, la parte che disdice deve comunicare per iscritto i motivi. Conta il momento in cui la disdetta giunge al destinatario.

Come ti aiutiamo

La divisione People di SIH ONE gestisce disdette, calcolo dei termini e periodi di protezione, riducendo il rischio di nullità e contenziosi. Gestiamo insieme la fine del rapporto.

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