Exchange crypto: quali autorizzazioni servono
“Exchange” è una delle parole più ambigue del settore crypto. Sotto la stessa etichetta convivono modelli profondamente diversi: un semplice servizio di cambio, una piattaforma che custodisce fondi e crypto dei clienti, un sistema che raccoglie ordini e li esegue, un’infrastruttura che negozia token qualificati come valori mobiliari. Ognuno di questi tocca un perimetro regolamentare diverso. La domanda “quali autorizzazioni servono per un exchange” non ha una risposta unica: dipende da cosa fa esattamente l’exchange. Ecco come si ragiona.
Non è l’etichetta a decidere, è l’attività
Il principio della vigilanza svizzera è la neutralità tecnologica: contano l’attività economica e la sua sostanza, non lo strumento. Per un exchange, le domande decisive sono:
- Custodisci fondi o crypto dei clienti? Detenere valori per conto di terzi cambia radicalmente il profilo regolamentare.
- Cambi crypto contro moneta fiat o tra crypto? Il cambio è tipicamente intermediazione finanziaria.
- I token trattati sono valori mobiliari? In tal caso entrano in gioco le regole sull’infrastruttura dei mercati finanziari.
- Raccogli depositi dal pubblico? Se sì, sfiori il perimetro bancario.
La qualificazione dell’attività viene prima di ogni altra decisione. Lo stesso progetto può avere una parte libera e una regolamentata: distinguerle con precisione è il primo lavoro.
I livelli regolamentari possibili
A seconda del modello, un exchange può collocarsi su livelli molto diversi.
Assoggettamento antiriciclaggio (LRD)
Quasi ogni exchange che cambia o trasferisce valori per conto di terzi svolge intermediazione finanziaria ed è soggetto alla LRD: identificazione della clientela, chiarimento dell’avente economicamente diritto, monitoraggio delle transazioni, obblighi di segnalazione. Questo comporta l’affiliazione a un organismo di autodisciplina (OAD) o l’inquadramento presso un soggetto già assoggettato. È il livello minimo per la stragrande maggioranza dei modelli.
Custodia e raccolta di fondi
Se l’exchange detiene i fondi dei clienti su conti propri o li mette in comune, può entrare nel perimetro della raccolta di depositi, con implicazioni verso la licenza bancaria o la licenza fintech (che consente di accettare depositi fino a 100 milioni di CHF, purché non investiti né remunerati). La custodia di crypto per conto di terzi va inoltre impostata in modo che i valori restino separabili in caso di fallimento.
Negoziazione di valori mobiliari
Se i token trattati si qualificano come valori mobiliari, l’attività di negoziazione può richiedere un’autorizzazione come sistema di negoziazione DLT o come infrastruttura del mercato finanziario. È il livello più impegnativo, con requisiti di capitale, organizzazione e governance elevati.
I requisiti che ricorrono
Indipendentemente dal livello, un exchange serio deve affrontare:
- Presidi antiriciclaggio progettati fin dall’inizio, non aggiunti a valle;
- Governance e funzioni di controllo adeguate al perimetro;
- Gestione della custodia e delle chiavi, con separazione dei valori dei clienti;
- Persone idonee, con i requisiti di garanzia richiesti;
- Rapporti bancari stabili, sempre più difficili da ottenere senza una struttura regolamentare pulita.
L’errore più costoso
Il fallimento più comune di un exchange non è tecnologico né commerciale: è regolamentare. Partire senza aver mappato l’attività porta a due esiti opposti, entrambi costosi: operare senza un’autorizzazione o un’affiliazione necessaria — con obbligo di cessare l’attività, sanzioni e responsabilità personali — oppure avviare procedure sovradimensionate bruciando mesi e capitale. La sequenza corretta è sempre: definire l’attività, individuare il livello, costruire la struttura di conseguenza, poi operare.
Come SIH ONE affronta il tema
SIH ONE si occupa di strutturazione e consulenza: mappatura del modello, qualificazione dei token trattati, individuazione del perimetro autorizzativo, disegno della struttura societaria e di governance, impostazione dei presidi antiriciclaggio. Dove l’attività richiede un’autorizzazione FINMA, un’affiliazione OAD o una custodia per terzi, le attività regolamentate passano da partner autorizzati. L’obiettivo è che tu sappia, prima di lanciare, in quale livello ti trovi e cosa comporta.
Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza legale o regolamentare. Ogni modello va verificato nel caso specifico.
Stai progettando un exchange e vuoi capire il perimetro prima di partire? Parliamone: mappiamo l’attività e individuiamo la struttura corretta, con i partner giusti dove serve l’autorizzazione.