Indennità di perdita di guadagno (IPG)
Le indennità di perdita di guadagno (IPG) sono una prestazione del primo pilastro che compensa il mancato reddito quando una persona interrompe l’attività per motivi previsti dalla legge: servizio (militare, civile, protezione civile), maternità, paternità e cura di un figlio gravemente malato. Per il datore sono un tema di anticipo, conteggio e recupero; per il dipendente, di reddito garantito nei periodi di assenza.
Cosa coprono le IPG
Il regime IPG copre oggi diverse situazioni:
- servizio: chi presta servizio militare, civile o di protezione civile riceve un’indennità per i giorni di assenza;
- maternità: la madre lavoratrice ha diritto a un’indennità nelle settimane successive al parto;
- paternità: l’altro genitore ha diritto a un congedo indennizzato da fruire entro un periodo definito dalla nascita;
- congedo di assistenza per la cura di un figlio con grave problema di salute.
La logica comune è sostituire, entro certi limiti, il reddito perso durante l’assenza, così che l’interruzione non gravi interamente sul lavoratore o sul datore.
Come si calcola
L’indennità è calcolata in percentuale del reddito medio conseguito prima dell’evento, entro un importo massimo giornaliero fissato dalla legge. Ciò significa che:
- i redditi bassi e medi sono coperti in misura proporzionale;
- i redditi alti vedono l’indennità plafonata al massimale, quindi coperta solo in parte.
Per i periodi di maternità e paternità l’indennità è versata sotto forma di indennità giornaliera per un numero di giorni stabilito. Il datore che continua a pagare il salario pieno durante l’assenza copre la differenza tra indennità e stipendio, se prevista dal contratto o dalla propria prassi.
Chi anticipa e chi recupera
Nel rapporto di lavoro il meccanismo tipico è:
- il datore continua a versare il salario al dipendente durante l’assenza;
- il datore richiede l’indennità alla cassa di compensazione;
- la cassa eroga l’IPG, che di regola viene incassata dal datore a compensazione del salario anticipato.
In questo modo il dipendente non subisce interruzioni nel pagamento e il datore recupera l’indennità spettante. Per questo è essenziale presentare correttamente le domande e i giustificativi (attestazioni di servizio, certificati di nascita).
Il conteggio del contributo IPG
Le IPG sono finanziate da un contributo riscosso insieme all’AVS/AI, a carico paritetico di datore e dipendente. Nel conteggio salari il contributo IPG è integrato nella percentuale complessiva del primo pilastro; il datore lo trattiene sulla quota del dipendente e lo versa con gli altri contributi alla cassa di compensazione.
Sul certificato di salario e nel conteggio annuale, le indennità versate e i contributi trattenuti devono risultare in modo coerente. Un’indennità incassata dal datore e non correttamente contabilizzata è un classico punto di disallineamento.
Attenzioni pratiche
- Presentare le domande con la documentazione completa e nei termini.
- Distinguere se il datore paga il salario pieno e incassa l’IPG, oppure se l’indennità va direttamente al dipendente.
- Verificare l’interazione con altre assicurazioni (indennità malattia, LAINF) per evitare doppie coperture o vuoti.
- Tenere traccia dei giorni indennizzati, soprattutto per congedi di paternità e assistenza, fruibili entro periodi definiti.
Gestite con ordine, le IPG non pesano sul datore: sono un anticipo che rientra. Gestite male, generano indennità non recuperate e conteggi da rettificare.
Come ti aiutiamo
La divisione Payroll di SIH ONE gestisce domande IPG, anticipi di salario e conteggio dei contributi, coordinando datore, dipendente e cassa di compensazione. Affidaci il tuo payroll.