Payroll & HR

Lavoro notturno e domenicale: permessi e regole

SIH ONE — Desk People · 15 settembre 2025

In Svizzera il lavoro di notte e di domenica non è vietato, ma parte da un divieto di principio: la Legge sul lavoro (LL) lo consente solo con autorizzazione e a condizioni precise. Chi lo tratta come una semplice questione organizzativa rischia sanzioni e conteggi salariali sbagliati. Ecco la mappa per il datore.

Le fasce orarie che contano

La legge distingue con precisione i periodi della giornata:

  • giorno: dalle 6.00 alle 20.00;
  • sera: dalle 20.00 alle 23.00;
  • notte: dalle 23.00 alle 6.00.

Il lavoro diurno e serale (6.00–23.00) è di principio libero, senza autorizzazione, entro i limiti della durata massima settimanale. Il lavoro notturno (23.00–6.00) e quello domenicale (dal sabato alle 23.00 alla domenica alle 23.00) sono invece soggetti al regime di divieto e autorizzazione.

Quando serve l’autorizzazione

Per far lavorare di notte o di domenica, il datore deve dimostrare un bisogno riconosciuto:

  • necessità tecnica (processi che non si possono interrompere);
  • necessità economica indispensabile.

L’autorizzazione è temporanea (rilasciata dal Cantone) o permanente/regolare (di competenza della Segreteria di Stato dell’economia, SECO). Alcune attività hanno deroghe già previste dall’ordinanza e non richiedono un permesso individuale: pensa a ospedali, alberghi, ristorazione, certe attività di vendita. Verifica sempre se il tuo settore rientra in una deroga prima di avviare la procedura.

Il consenso del lavoratore

Nessun collaboratore può essere obbligato al lavoro notturno o domenicale senza il suo consenso. Per il lavoro notturno regolare è inoltre previsto un diritto a visite mediche e consulenza, e regole di protezione rafforzate per giovani, donne incinte e madri che allattano.

Supplementi: attenzione a non confonderli

Qui si concentrano gli errori di conteggio. La logica della LL è diversa a seconda che il lavoro sia occasionale o regolare:

  • Lavoro notturno temporaneo/occasionale: dà diritto a un supplemento salariale del 25%.
  • Lavoro notturno regolare o periodico: non un supplemento in denaro, ma un compenso in tempo del 10%, cioè un riposo aggiuntivo pari al 10% del tempo lavorato di notte.
  • Lavoro domenicale temporaneo: supplemento salariale del 50%.

Il compenso in tempo del 10% per il lavoro notturno regolare non è cumulabile con il supplemento del 25%: sono due regimi distinti. Un contratto collettivo (CCL) può prevedere condizioni più favorevoli, mai peggiori del minimo legale.

I limiti di durata

Anche con autorizzazione, restano limiti invalicabili:

  • la durata del lavoro notturno del singolo collaboratore non può superare, di regola, 9 ore nell’arco di 10 ore;
  • vanno rispettati i tempi di riposo giornaliero (di norma 11 ore consecutive) e settimanale;
  • il passaggio a orari notturni prolungati richiede rotazione e misure di protezione della salute.

Gli errori che costano

  • Far lavorare di notte senza verificare la deroga o chiedere il permesso: l’attività può essere bloccata e sanzionata.
  • Confondere il 25% con il 10%: sono alternativi, non si sommano; applicarli male genera arretrati o costi indebiti.
  • Dimenticare il consenso scritto del collaboratore.
  • Ignorare i supplementi domenicali nel conteggio salari mensile.
  • Trascurare le protezioni speciali per giovani e maternità.

Perché conviene metterlo a sistema

Notte e domenica non sono un dettaglio: incidono su costo del lavoro, pianificazione dei turni e conformità. Un errore ripetuto sui supplementi si moltiplica per ogni cedolino e per ogni collaboratore, trasformandosi in un arretrato consistente. Meglio impostare regole chiare fin dall’inizio, allineate al CCL di settore quando esiste.

Come ti aiutiamo

La divisione Payroll di SIH ONE imposta turni, autorizzazioni e conteggi salariali in modo conforme alla Legge sul lavoro, distinguendo correttamente supplementi e compensi in tempo. Affidaci il tuo payroll.

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